Cannabidivarina – CBDV

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Cannabidivarina

La cannabidivarina (CBDV) è un fitocannabinoide non psicoattivo che è stato oggetto di crescente interesse scientifico negli ultimi anni. Derivato dalla pianta di cannabis, il CBDV condivide alcune somiglianze con il cannabidiolo (CBD), ma possiede anche proprietà uniche che lo rendono oggetto di studio distinto.

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Cannabidivarina (CBDV): ricerca emergente e potenziale terapeutico

Anomalie neurocomportamentali nel modello murino Fmr1-KO

Uno studio di M. Premoli nel 2023 ha indicato che la somministrazione precoce di CBDV può prevenire anomalie neurocomportamentali associate al modello murino Fmr1-KO. Questa scoperta è significativa in quanto suggerisce il potenziale della CBDV nell'affrontare le condizioni legate alla sindrome dell'X fragile, una malattia genetica che causa una serie di problemi di sviluppo tra cui deterioramento cognitivo e difficoltà di apprendimento.

Attenuazione della neuroinfiammazione

Nel 2022, uno studio di X. Wang e altri ha confermato che l'MD2 è un bersaglio vincolante diretto del CBDV per i suoi effetti anti-neuroinfiammatori. Questo studio evidenzia il potenziale della CBDV nel trattamento delle condizioni neuroinfiammatorie, suggerendo la sua efficacia nell'affrontare i disturbi neurologici in cui l'infiammazione è un fattore che contribuisce.

Studio sul trattamento nei bambini con PWS

Uno studio proposto sul trattamento di 12 settimane del CBDV rispetto al placebo in bambini e adolescenti di età compresa tra 5 e 18 anni con sindrome di Prader-Willi (PWS) indica una ricerca in corso sull'efficacia del CBDV in contesti pediatrici. La PWS è una condizione genetica complessa che colpisce molte parti del corpo e questo studio potrebbe fornire informazioni sulla sicurezza e sull'efficacia della CBDV nei pazienti giovani.

Esplorando il nuovo ruolo del cannabidivarin

Una prestampa del 2023 ha esplorato gli effetti del CBDV in un paradigma sperimentale simile a quello utilizzato per studiare il cannabidiolo (CBD). Questa ricerca sottolinea gli sforzi in corso per comprendere i ruoli distinti e potenzialmente complementari dei diversi cannabinoidi, incluso il CBDV.

Impatto sulla sindrome dell'X fragile

Uno studio del settembre 2023 si è concentrato su come la somministrazione di CBDV può alterare la progressione della sindrome dell'X fragile nei modelli preclinici. Questa ricerca è fondamentale per comprendere come il CBDV potrebbe essere utilizzato per gestire o trattare i sintomi associati alla sindrome dell’X fragile.

Studio sull'efficacia e sulla sicurezza

Sono in corso ulteriori ricerche per esaminare l’efficacia e la sicurezza del CBDV. Ciò è fondamentale per la sua potenziale applicazione terapeutica, garantendo che i trattamenti siano non solo efficaci ma anche sicuri per i pazienti.

Conclusione

In conclusione, il CBDV si distingue come un composto promettente nel campo della ricerca sui cannabinoidi, con potenziali applicazioni nel trattamento dei disturbi neurocomportamentali e neuroinfiammatori, nonché di condizioni genetiche specifiche come la sindrome dell'X fragile e la sindrome di Prader-Willi. Gli studi e le sperimentazioni in corso sono essenziali per stabilire la sicurezza, l’efficacia e i meccanismi terapeutici precisi della CBDV.